A cura di Laura Guazzone
Contributi: Iyad Barghouti, Ali Dessouki, Abdelbaki Hermassi, Michael C. Hudson, Shireen T. Hunter, Gudrun Kramer, Hala Mustafa, Ahmed Rouadjia
Pubblicazione: Edizione a stampa
Pagine: 304
Edizione: 1a edizione 1995
ISBN: 9788820495015
Collana: Istituto Affari Internazionali. Lo spettatore internazionale
Argomenti: Politica estera, relazioni internazionali
Livello: Studi, ricerche
Promettendo la restaurazione del "vero Islam" a società traumatizzate dalla modernizzazione e beneficiando dello scontento popolare verso i regimi in carica, negli anni ottanta i movimenti islamisti si sono affermati come principale forza politica di opposizione nel mondo arabo.
"Sì, ma solo a certe condizioni" è la risposta che emerge dagli studi raccolti in questo volume, che analizzano sia il caso di paesi, come Egitto, Tunisia e Algeria, in cui la competizione politica si è trasformata in scontro aperto con gli islamisti, sia il caso di quei paesi, come Giordania e Libano, in cui la partecipazione politica degli islamisti ha contribuito sinora ad un nuovo, più democratico consenso nazionale.
Accusati di sovvertire gli Stati, reprimere le minoranze, intensificare i conflitti regionali, contrastare con ogni mezzo l'Occidente, l'islamismo e i regimi che lo incarnano in Sudan ed Iran, sono davvero una minaccia per la pace in Medioriente?
In questo libro, frutto della ricerca di politologi, sociologi e studiosi di strategia di fama internazionale, sono riunite le informazioni necessarie per una risposta a questa domanda cruciale.
Il volume, coordinato da Laura Guazzone, ospita i i contributi di Tyad Barghouti, Ali Dessouki, Abdelbaki Hermassi, Michael Hudson, Shireen Hunter, Gudrun Kramer, Hala Mustafa, Ahmed Rouadjia.
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